di Andrea Montanari *
“La giustizia è l’utile del più forte” affermava il sofista Trasimaco.
Ma chi era costui?
Trasimaco, vissuto in Calcedonia, intorno al 400 avanti Cristo, fu un filosofo (e oratore) greco.
Perché lo ricordiamo allora e perché proprio adesso?
La sua notorietà è dovuta al Libro I della Repubblica di Platone, dove Trasimaco interloquisce con Socrate su cosa è giusto e sul diverso significato della giustizia per i governanti e per i governati.
Ogni governo e ogni parlamento in carica – spiega Trasimaco – «istituisce leggi per il proprio utile; la democrazia fa leggi democratiche, la tirannide tiranniche e allo stesso modo gli altri governi. E una volta che hanno fatto le leggi, proclamano che il giusto per i governati è ciò che è, invece, il loro proprio utile, e chi se ne allontana lo puniscono come trasgressore della legge ed ingiusto».
Giusto, dunque – sostiene il sofista – è «l’utile del potere costituito. Ma, se non erro, questo potere detiene la forza. Così ne viene, per chi sappia ben ragionare, che in ogni caso il giusto è sempre identico all’utile del più forte».
In tutti i casi, quindi, per Trasimaco la giustizia si riduce «a uno strumento del potere costituito, che sia esso democratico, aristocratico o tirannico, finalizzato al suo utile».
Sono passati quasi 2.500 anni ma la lezione di Trasimaco e’ ancora attuale.
* avvocato
* presidente Eunomis
