Corte di Giustizia europea contro Corte Costituzionale: libertà di cura sì, per il medico, ma non di scelta della cura per il paziente

di Andrea Montanari*

Si alza la voce di autorevoli costituzionalisti (qui il prof Carlo Iannello dell’ Università di Napoli) contro l’ultima scandalosa “sentenza cinese”’ della Corte Costituzionale in materia di tutela del diritto alla Salute e obblighi vaccinali imposti dallo Stato, la n. 199 del 23 dicembre 2025.

E così, mentre in sede di giustizia unionale la suprema Corte di Giustizia europea afferma – come intangibile e non condizionabile da parte dello Stato – la libertà di cura, prescrizione o deprescrizione di un farmaco da parte del medico (si v. la nostra nota sentenza CGUE Frajese c./Commissione UE 30-01-25 sempre in tema di “vaccini covid), la suprema Corte delle Leggi italiana arriva ad affermare che la “diminuzione della pressione ospedaliera” giustificherebbe e renderebbe legittimo qualsiasi obbligo vaccinale introdotto dallo Stato contro la volontà del cittadino. Ribadendo ancora un “falso storico” che ormai è fatto notorio e cioè che i farmaci detti “vaccini “ per il covid 19 garantissero – per le “evidenze scientifiche dell’epoca “ (cioè per le “prove scientifiche “dell’epoca, che come noto non c’erano) l’immunizzazione degli inoculati, prevenendo dalla trasmissione dell’infezione.

La Corte delle Leggi seppellisce definitivamente con questa sentenza uno dei Diritti Fondamentali della parte “rigida” della nostra Costituzione, l’art. 32 in materia di Diritto individuale alla Salute, anticipando, in materia di Sanità pubblica, l’imposizione di un pericoloso principio che ci avvicina al regime dei Paesi più illiberali e totalitari del mondo.

* Avvocato e Presidente Eunomis per i Diritti fondamentali

* Coordinatore Comitato giuridico – scientifico SIM, Società italiana di Medicina

* Presidente nazionale sindacato FenImprese Sanità

 


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