MALORI IMPROVVISI E MORTE NATURALE. Formula di assoluzione o di tacita condanna?

*di Silvano Tramonte

Oggi, come non mai, la gente muore di malore improvviso e quando si fa l’autopsia, se si fa, la sentenza è sempre la stessa: morte naturale. A molti, però, non sembra molto naturale morire a pochi anni di vita senza una ragione apparente e nemmeno sembra molto naturale che, al di fuori di una certa fascia di età e soprattutto tra i giovanissimi, i malori improvvisi possano essere quasi sempre fatali. Allora cerchiamo di capire cosa sono i malori improvvisi e cosa significa morte naturale.

La Treccani ci dice: “malóre s. m. [der. di male2]. – 1. Malessere fisico, per lo più improvviso, che può anche causare perdita di coscienza e, nei casi più gravi, avere esito letale.” Di solito è di breve durata e si risolve spontaneamente. Abbiamo visto però, in questi ultimi due anni, che i casi più gravi sono diventati frequenti e anche che, quando si risolve, a poche ore recidiva e porta al decesso. Il malore improvviso e fatale è un evento cardiovascolare che porta ad un arresto cardiaco. I motivi per cui un cuore si ferma possono essere di ordine ischemico (ostruzione arteriosa coronarica) o elettrico (aritmie o interruzione dell’impulso). Le cause possono essere vascolari (trombosi) o miocardiche (miocarditi e pericarditi) queste ultime possono determinare versamenti sierosi o ematici tra i due foglietti pericardici e dare origine ad un fenomeno compressivo sul cuore (tamponamento cardiaco) tale che può determinarne l’arresto per incapacità ad espandersi.

Morte naturale è invece un sintagma che può suscitare perplessità, poiché, se è vero che la morte sia inevitabilmente un fatto naturale, è pur vero che non appare mai del tutto tale poiché ci colpisce inaspettatamente e ingiustificatamente. Chiariamo dunque subito il significato di morte naturale che non è, come taluni possono pensare, il morire tranquillamente nel proprio letto per raggiunti limiti di età, di vecchiaia dunque.

Morire per cause naturali significa morire per cause interne, dunque patologie, in contrapposizione a cause esterne rappresentate da eventi fortuiti e letali, accidentali o no che siano dipendenti dal caso o dalla volontà altrui. Quando il medico, stilando il certificato di morte, ricorre alla frase di rito “decesso per cause naturali” si riferisce ad una qualunque forma di patologia che abbia determinato la morte del paziente. Ora, però, accade che se la causa della morte è, mettiamo, un arresto cardiaco da fibrillazione ventricolare, questo potrebbe essere un evento naturale, cioè una patologia, oppure un evento accidentale o volontario, omicidio, se il paziente dovesse aver assunto sostanze capaci di scatenare una fibrillazione di tal fatta. Ecco perché si fanno le autopsie: per determinare la causa della morte con precisione. Dunque, senza autopsia, il medico certifica semplicemente una sua supposizione. Supponiamo ora che un medico sia chiamato perché un paziente cardiopatico ha un malore improvviso. Al suo arrivo il medico trova il paziente morto, raccoglie l’anamnesi degli eventi che hanno preceduto la morte, conosce il paziente e la patologia che lo affliggeva e ne deduce che il suo cuore si è fermato a causa di quella patologia. In un tale paziente varie possono essere le cause scatenanti naturali, tra cui lo stress. E qui sta il punto, perché lo stress può essere indotto, e può essere indotto volontariamente ed allora si configurerebbe un evento delittuoso. Dunque, se il medico sospetta qualcosa può far approfondire l’indagine se non sospetta si limiterà a compilare il certificato di morte usando la formula cause naturali. Ma in questo specifico caso ipotizzato un’eventuale autopsia non potrebbe rivelare nulla dato che l’evento scatenante non è chimico o fisico, tale dunque da lasciare tracce, ma psichico e dunque invisibile. Dunque il punto è questo: il paziente è morto di arresto cardiaco o di infarto ma cosa ha determinato veramente l’arresto o l’infarto? Una normale autopsia trova la causa della morte ma non la causa della causa. Per trovare la causa della causa bisognerà fare ulteriori accertamenti di tipo istologico e biochimico che possano rivelare la presenza di sostanze chimiche responsabili dell’evento, e voi capite che se si trovano la cosa fa una bella differenza passando da evento naturale ad atto determinato dall’esterno. Ma tali ricerche costano e in più necessitano di un’autorizzazione giudiziaria dunque non è così semplice o automatico. Ai sensi dell’art. 116 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale allorché dalla morte di una persona si profila un sospetto di reato il procuratore della repubblica accerta la causa della morte. Se necessario, il pubblico ministero dispone l’autopsia. Ora, mettiamo che non si abbiano sospetti di alcun tipo né, per un qualche motivo, interesse ad approfondire l’indagine e scoprire la verità, è molto semplice in realtà occultarla.

Ora, torniamo alla morte improvvisa che colpisce 1000 persone all’anno in Italia al di sotto dei 35 anni. Di questi, tra 1 e 3 ogni 100.000 giovani atleti muoiono di morte improvvisa. (https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/disturbi-dell-apparato-cardiovascolare/sport-e-cuore/morte-cardiaca-improvvisa-negli-atleti) Pare un numero decisamente basso rispetto a quanto sta avvenendo nel nostro paese e nel mondo. Si veda anche (https://presskit.it/2023/02/28/le-morti-improvvise-fra-gli-atleti-aumentate-del-3-800/) che non so quanto affidabile sia ma credo che, al di là della cifra spaventosa, indichi un fenomeno reale ed allarmante seppur più contenuto. Non ho trovato cifre concordi ma d’altra parte gli stessi siti governativi forniscono percentuali diverse per il medesimo titolo dunque è davvero difficile per un non addetto ai lavori capire cosa stia succedendo meno difficile, però, capire che c’è un atteggiamento omertoso che si sforza in tutti i modi di nascondere i dati corretti.

Per quanto riguarda ciò che più temiamo, e cioè che la morte nella categoria degli atleti e più in generale dei giovani sia dovuta alla imposta “campagna vaccinale” con terapie geniche sperimentali, resta da dire solo questo: si dovrebbero fare le autopsie a tutti e si dovrebbero fare approfondimenti istologici e tossicologici se si volesse davvero scoprire le cause delle morti e la relazione di causa ed effetto con le succitate sostanze. Non farlo, significa solo una cosa: non si vuole scoprire la verità.

*Medico chirurgo e consigliere Direttivo EUNOMIS


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