PUNTO DI SVOLTA

*di Silvano Tramonte

Il 31 di agosto la rivista Vaccine pubblica on line un importante revisione, a cura di Peter Doshi, degli studi clinici di III livello di Pfizer e Moderna sui propri vaccini dal titolo: “Eventi avversi gravi di particolare interesse a seguito della vaccinazione con mRNA COVID-19” in studi randomizzati negli adulti reperibile in originale al seguente link:https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0264410X22010283
È un lavoro assai rigoroso e preciso ma piuttosto difficile da leggere per i non addetti ai lavori. Tenterò di darne una interpretazione semplice ma senza tradirne lo spirito di serena e obiettiva discussione. Il titolo non focalizza probabilmente, per il comune lettore, il vero scopo del lavoro che non è quello di fare pedissequamente un elenco di eventi avversi legati alla vaccinazione con i preparati genici a mRNA di Pfizer e Moderna bensì quello di tentare di costruire un realistico ed effettivo rapporto tra i rischi del vaccino ed i suoi benefici. È, questo, un argomento di cui mi sono occupato diverse volte in altrettanti articoli e discussioni scientifiche cercando di far capire che per poter calcolare in modo accettabile il rapporto rischio e beneficio dei vaccini a mRNA, del tutto nuovi e sperimentali, si sarebbe dovuto disporre di una quantità di dati che non esistevano e di sperimentazioni non eseguite oltre ad un tempo di osservazione sufficiente, comunque anni e non pochi mesi. Ma niente, la psicosi del vaccino era tale da non far ragionare. Sembrava non ci fosse altro per fronteggiare il nuovo virus che un nuovo, a tutti gli effetti, vaccino, senza considerare per nulla le esperienze esistenti specifiche (Sars1) e generali, le conoscenze cliniche e terapeutiche oltre che immunologiche e virologiche. Dunque, si partì, lancia in resta e visiera abbassata, senza badare a nulla e nulla considerare, men che meno preoccupandosi del vero rapporto rischio beneficio, del tutto incalcolabile in pratica e in teoria, ma fidando in uno smisurato ottimismo nelle nuove tecnologie e capacità e sperando che tutto andasse bene fino a convincersi che così sarebbe stato. Almeno chi non sapeva e si fidava di chi sapeva o avrebbe dovuto… Questo articolo conferma in pieno le mie preoccupazioni iniziali sui vaccini, e ne denuncia i rischi e i limiti, pur con un’analisi che tiene conto di tutto anche, e soprattutto, dell’impossibilità di risolvere certe incertezze date dai limiti e dall’incompletezza degli studi effettuati da Pfizer e Moderna. Quello che, difatti, emerge da questa revisione è che gli studi furono mal progettati, mal eseguiti, assai limitati, discutibilmente gestiti e infine interrotti quasi subito per, supposte e millantate, ragioni umanitarie. Doshi ammette dunque che il proprio lavoro ha molti limiti ma questi limiti derivano in toto dai limiti dei lavori che sta revisionando e dall’indisponibilità di tutta una serie di dati che rendono poco precisa l’analisi, ma non per questo poco certa. Applicando tutti i correttivi necessari e calcolando prudenzialmente, infatti, questo lavoro arriva a conclusioni che nel freddo linguaggio scientifico celano una drammatica realtà: i rischi superano i benefici e non di poco. Queste, letteralmente, le conclusioni:
Considerazioni danno-beneficio
Nello studio Moderna, l’eccesso di rischio di AESI gravi (15,1 per 10.000 partecipanti) era superiore alla riduzione del rischio di ricovero per COVID-19 rispetto al gruppo placebo (6,4 per 10.000 partecipanti). Nello studio Pfizer, l’eccesso di rischio di AESI gravi (10,1 per 10.000) era superiore alla riduzione del rischio di ricovero per COVID-19 rispetto al gruppo placebo (2,3 per 10.000 partecipanti). La formazione razionale delle politiche dovrebbe considerare i potenziali danni insieme ai potenziali benefici. Per illustrare questa esigenza nel contesto attuale, abbiamo condotto un semplice confronto danno-beneficio utilizzando i dati dello studio confrontando l’eccesso di rischio di grave AESI con la riduzione del ricovero per COVID-19. Abbiamo riscontrato che l’eccesso di rischio di gravi AESI supera la riduzione dei ricoveri per COVID-19 negli studi Pfizer e Moderna.
AESI sono gli eventi avversi di speciale interesse.
Il che significa, in soldoni, che senza vaccino e potenziando e anticipando al massimo le terapie domiciliari disponibili le cose sarebbero andate meglio. Questa la drammatica e tragica conclusione i cui veri contorni e le cui vere dimensioni sono ancora tutte da scoprire ma lo spiraglio di verità aperto da questo studio ci obbliga ad un brusco risveglio e a una presa di contatto con una realtà ancora tutta da scoprire, da gestire, da affrontare e da risolvere. Gli strascichi giudiziari, sociali, economici, assicurativi e sanitari sono, ad oggi, inimmaginabili. Ci aspettano scenari altamente conflittuali e, come suo primo Presidente, prevedo che Eunomis sarà in prima linea nella difesa dei diritti lesi e di quelli da ripristinare. Ci aspettano tempi duri, di lotta e di sacrificio, ma anche di recupero di quei valori e di quegli ideali che hanno fatto grande la nostra cultura e la nostra civiltà.

*Medico chirurgo e consigliere Direttivo EUNOMIS.