di Silvano Tramonte
“Descriviamo la revisione paritaria al pubblico come un processo quasi sacro […] ma sappiamo che è spesso errata.” — Richard Horton, Editor di The Lancet
1. L’ideologia della scienza che si corregge da sé
La narrazione dominante sostiene che la scienza sia un sistema capace di autocorreggersi. Il meccanismo che ne garantirebbe l’affidabilità è la peer review, considerata il pilastro della verifica scientifica.
Si afferma che ogni studio pubblicato sia stato valutato da esperti competenti, in grado di individuare errori, bias o manipolazioni. La realtà è ben diversa: ciò che il pubblico percepisce come un controllo rigoroso è spesso un rituale editoriale, debole, pieno di falle, abusi e conformismi.
Lo stesso Horton, editor di una delle riviste più prestigiose, ha definito la peer review un processo “parziale, ingiusto, irresponsabile, incompleto, facilmente aggirabile, spesso offensivo, solitamente ignorante, occasionalmente insensato e spesso errato”.
Eppure, l’intera architettura della credibilità scientifica continua a poggiare su questo meccanismo fallibile, presentato come autoregolante ma nella pratica fortemente ideologizzato.
2. Accettabilità vs validità: l’inganno semantico
Il nodo centrale è questo: la peer review non valuta la validità di uno studio, ma la sua accettabilità.
- Accettabilità significa forma, coerenza con gli standard editoriali, compatibilità con la narrativa scientifica dominante.
- Validità significa solidità dei dati, correttezza metodologica, ipotesi verificabili, riproducibilità.
La peer review trascura quasi sempre la seconda dimensione. Studi deboli ma allineati con il clima culturale e politico passano senza difficoltà; lavori metodologicamente solidi ma controcorrente vengono respinti.
Il filtro non è epistemologico. È culturale.
3. Casi emblematici di fallimento
Stapel – la scienza inventata
Per anni pubblica studi completamente falsificati. Dati inventati, analisi inesistenti, narrativa perfettamente allineata. Tutto passa la peer review senza che nessuno se ne accorga.
Séralini – OGM e tumori nei ratti
Studio debole, metodologia inadeguata, razza di ratti predisposta a tumori spontanei. Pubblicato perché confermava una narrativa ambientalista. Ritirato dopo forti pressioni e contestazioni metodologiche.
Sokal – il nonsense accademico
Un articolo deliberatamente privo di senso viene pubblicato da una rivista accademica perché scritto nel “linguaggio giusto”. Dimostrazione lampante che spesso a essere valutato non è il contenuto, ma la conformità culturale.
(Nota: la vicenda Wakefield, troppo complessa e troppo collegata a temi più vasti, viene affrontata in un capitolo separato.)
4. I difetti sistemici della peer review
- Nessun controllo sui dati grezzi: i revisori leggono ciò che l’autore sceglie di mostrare.
- Anonimato irresponsabile: recensioni influenzate da rivalità accademiche, pregiudizi o incompetenza.
- Conflitti d’interesse non dichiarati: finanziamenti, carriere, pressioni istituzionali.
- Gatekeeping ideologico: ciò che conferma la narrativa dominante passa; ciò che la disturba viene ostracizzato.
- Publish or perish: incentivi perversi verso studi sensazionalistici ma metodologicamente fragili.
- Assenza di trasparenza: processi editoriali chiusi, criteri opachi, decisioni arbitrarie.
L’immagine di un “tribunale della scienza” è pura retorica.
La peer review è un filtro culturale, non un garante della verità.
5. Una credibilità in frantumi
Il processo è sempre più contestato. In un concorso satirico internazionale, la peer review è stata definita:
“Eufemismo per indicare il modo ufficiale di sopprimere il dissenso nella scienza.
La scienza è ora al sicuro nelle mani di esperti che sono diventati esperti non dissentendo dai precedenti esperti.”
Un sistema che si auto-legittima, si auto-certifica e protegge sé stesso attraverso un cerchio perfetto:
l’ortodossia valuta l’ortodossia.
6. Quando la peer review non corregge, ma legittima
La pandemia da COVID-19 ha mostrato quanto la peer review sia debole nel prevenire, identificare o correggere errori:
- Remdesivir promosso senza solida evidenza di efficacia.
- “Tachipirina e vigile attesa” raccomandata senza basi cliniche robuste.
- Uso improprio del Midazolam in pazienti fragili.
- Ossigeno ad alti flussi applicato senza sufficiente prudenza.
- Boicottaggio di terapie note e a basso costo, non per motivi scientifici ma politici.
Risultato:
- pazienti sempre più diffidenti,
- medici schiacciati tra protocolli e coscienza,
- scienziati costretti a conformarsi per sopravvivere accademicamente.
La crisi della peer review è una crisi di fiducia, non di procedure.
Epilogo
La peer review non è un male in sé. È uno strumento.
Ma è diventato un feticcio: un rito editoriale elevato ad autorità epistemica.
La scienza non ha bisogno di rituali d’approvazione, ma di verifiche trasparenti.
Non ha bisogno di ortodossia, ma di dissenso competente.
Non ha bisogno di conformità, ma di riproducibilità.
Finché confonderemo autorità con verità, e accettabilità con validità, la scienza resterà vulnerabile a errori, pressioni e manipolazioni.
Verità proibita n. 14
La peer review non è il guardiano della verità: è il guardiano dell’ortodossia.
Funziona solo finché non deve correggere ciò che minaccia l’equilibrio del sistema.
Il pubblico crede nella scienza che “si autocorregge”; gli addetti ai lavori sanno che la correzione arriva sempre tardi.
Finché il dissenso resterà un rischio di carriera, la scienza seguirà la convenienza, non il metodo.
La verità non nasce dentro il sistema che si autocertifica: nasce da chi rompe l’equilibrio imposto.
Bibliografia essenziale
- Horton R. What is medicine’s 5 sigma? The Lancet, 2015.
- Sokal A. Transgressing the Boundaries… Social Text, 1996.
- Stapel D. Ontspoorde wetenschap, 2012.
- Séralini G.E. et al. Long term toxicity of a Roundup herbicide… Food Chem Toxicol, 2012.
- Jakobsen J.C. et al. Remdesivir for adults with COVID-19, PLOS Medicine, 2022.
- Izcovich A. et al. Midazolam in critically ill patients, J Crit Care, 2021.
- Li J. et al. High-flow nasal cannula for COVID-19 patients, Respiratory Research, 2022.