“La rottura del vaso di Pandora” delle normative “emergenziali” del periodo Covid-19 : semplice rottura o integrale sgretolamento?

di Andrea Montanari *

Anche a Grosseto viene riconosciuto l’infortunio sul Lavoro a un medico che ha contratto “neuropatia delle piccole fibre” e “pericardite” a causa e in conseguenza della vaccinazione (obbligatoria per i sanitari) anti Covid-19.

Quanto sopra mentre sono arrivo, dopo l’ultima decisione del Giudice di Rimini, dai Tribunali del lavoro italiani decine di sentenze di condanna del Ministero della Salute in concorso con AIFA agli esiti dei terzi gradi dei procedimenti indennitari ex legge 210/92, sentenze che annulleranno – a seguito di CTU favorevoli – i dinieghi delle varie CMO delle ASL vaccinatrici (e/o dal Ministero della Salute in secondo grado) opposti ai danneggiati istanti.

Ma ciò che forse ancor più rileva – in questo percorso sempre più distruttivo del vaso di Pandora in epigrafe – e’ che da qui a fine anno, dopo quel nostro Tribunale civile di Ferrara del dicembre 2024 che ha fatto da “apripista”, altre migliaia di ricorsi investiranno i Tribunali del Lavoro italiani in cerca della denegata giustizia di un “sistema” , quelle delle Commissioni medico ospedaliere (le CMO appunto) che , con la “complicità” del Ministero della Salute, ha dimostrato alla prova dei fatti di essere indegno di un Paese civile e non all’altezza del nobile intento del Legislatore del 1992: indegno in quanto lontanissimo da quei principi fondamentali del “giusto processo “ dello Stato di Diritto delineato dall’ art. 111 Cost: e ciò sia per la qualità, davvero pessima, delle motivazioni di (tanti di) detti provvedimenti di diniego, sia per i tempi “da terzo mondo” inescusabili (oltre 5 anni, in molti casi) di questi procedimenti.

Poi arriveranno le cause civili vere e proprie, con i maxi risarcimenti per i danni biologici – morali- patrimoniali e per le spese di cura sostenute, per cui vige un lungo termine prescrizionale di ben 10 anni.

Presto infatti andranno a sentenza anche le nostre prime “cause pilota” (in sede civile) non solo su risarcimento danni ai danneggiati ma anche su nullità del consenso informato vaccinale e su illegittimità di TUTTE le vaccinazioni Covid in Italia per mancata previa prescrizione medica limitativa, la cd. “RRL”, dopo la nostra sentenza “apripista” della CGUE (Corte Giustizia UE, sentenza 30-01-25, Frajese prof. Vanni c./ Commissione europea) che ci ha dato ragione su quest’ultimo punto; la stessa sentenza europea che sta facendo assolvere medici deprescrittori dei farmaci in questione, imputati in diversi processi penali per essersi, a vario titolo, opposti alla vaccinazione “a tappeto” che lo Stato italiano impose, salvaguardando davvero in molti casi la salute dei propri pazienti (trattati come “esseri umane” e non come “numeri statistici”).

Nel mentre, le ultime audizioni in Commissione d’inchiesta parlamentare (tra queste, segnaliamo Dr. Ippolito e Dr. Federico), ben condotte dal presidente Lisei, scardinano e polverizzano cioè che di poco rimaneva della narrativa e della legislazione dell’emergenza e degli obblighi (irragionevoli e sproporzionati come abbiamo fin dall’inizio sostenuto anche in Corte Costituzionale nel 2022) imposti ai cittadini dai Governi Conte -bis e Draghi: mascherine inefficaci, anzi spesso dannose (con immancabile giro di tangenti), tamponi inaffidabili e mai validati scientificamente, vaccini non efficaci e non sicuri, anzi dannosi.

Quei pochi politici che ancora rimangono a “gridare” manzonianamente
la litania del “le misure emergenziali e i vaccini hanno salvato milioni di vite” , forse farebbero bene a iniziare a tacere.
E nominare un buon avvocato difensore.

* Presidente Eunomis
* Avvocato del foro di Bologna – coordinatore network legale Laeta ius
* Vicepresidente SIM (Società Italiana di Medicina)

https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2026/06/26/news/grosseto-effetti-avversi-da-vaccino-anticovid-per-una-dottoressa-e-infortunio-sul-lavoro-1.100888229?brid=YWdncwEZ-9Cy5crHuZ6vUw5TlBuT&sfnsn=scwspwa